Outdoor School a Napoli: un’aula a cielo aperto per crescere con la città

Negli ultimi anni, l’educazione esperienziale ha assunto un ruolo centrale nei percorsi formativi della scuola primaria, ponendo al centro del processo di apprendimento l’esperienza diretta, la scoperta e la partecipazione attiva. In questa prospettiva, la città non è più solo un contesto di vita quotidiana, ma diventa un vero e proprio laboratorio didattico diffuso, in grado di stimolare la curiosità e la creatività dei bambini. L’azione di Outdoor School posto in essere all’interno del progetto DiverGente, realizzato a Napoli, rappresenta un esempio significativo di questa nuova modalità di apprendimento. Tale iniziativa ha permesso ai bambini frequentanti alcune scuole elementari della città di Napoli di vivere esperienze educative a contatto con l’esterno, favorendo un approccio interdisciplinare e multisensoriale al sapere. Attraverso visite guidate e laboratori didattici, i bambini hanno sviluppato curiosità, autonomia e creatività. L’ambiente esterno si è trasformato in un’aula a cielo aperto che favorisce benessere e apprendimento. Gli insegnanti hanno accompagnato i bambini stimolandoli all’osservazione e alla collaborazione. Il progetto si è così articolato in diverse tappe esperienziali che hanno coinvolto luoghi simbolici della città di Napoli, trasformando il territorio in un patrimonio educativo condiviso. Le attività svolte hanno previsto:  
  • Visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) con laboratorio di pittura, in cui i bambini hanno potuto reinterpretare le opere osservate, sviluppando capacità espressive e senso estetico.
  • Visita guidata al Museo Jago, con successiva attività di manipolazione del Das, che ha stimolato la manualità e la comprensione dei processi artistici legati alla scultura contemporanea.
  • Visita alla Chiesa di San Vincenzo, dove, aiutati dagli educatori, i bambini si sono cimentati nella fotografia, imparando a osservare la realtà da prospettive diverse e a coglierne la bellezza.
  • Visita guidata e teatralizzata con Masaniello a Piazza Mercato, un’esperienza immersiva che ha unito storia, teatro e gioco, avvicinando i bambini alla memoria storica della città attraverso l’emozione e la narrazione.
  • Visita al Museo della Bulla, con successivo laboratorio orafo, che ha permesso ai piccoli partecipanti di scoprire l’arte orafa napoletana e la tradizione artigianale come espressione di identità e cultura locale.
Gli obiettivi erano quelli di far acquisire ai bambini una maggiore consapevolezza ambientale, contribuire allo sviluppo della creatività e dell’autonomia e motivarli all’apprendimento, migliorando il loro benessere complessivo.
L’idea di utilizzare l’ambiente esterno come aula didattica si ispira ai principi della pedagogia attiva e dell’educazione all’aperto, concetti che trovano le loro radici in autori come John Dewey, Célestin Freinet e Maria Montessori. Nel contesto urbano di Napoli, l’ambiente esterno offre una molteplicità di stimoli sensoriali, culturali e sociali che diventano risorse educative di grande valore. Il progetto Outdoor School ha saputo valorizzare tali risorse, trasformando i luoghi in aula diffusa e la città in materia viva da esplorare. Gli insegnanti e gli educatori hanno svolto un ruolo cruciale nell’accompagnare i bambini durante le diverse fasi del progetto. Non si sono limitati a guidare le attività, ma hanno assunto il ruolo di facilitatori dell’apprendimento, stimolando l’osservazione, la riflessione e la rielaborazione delle esperienze vissute. Ogni uscita è stata preceduta e seguita da momenti di preparazione e restituzione in classe, in cui i bambini hanno potuto condividere emozioni, impressioni e conoscenze acquisite.
Le attività all’aperto hanno così favorito la socializzazione, il movimento e l’equilibrio emotivo, riducendo lo stress e migliorando la concentrazione. La letteratura scientifica dimostra come il contatto con la natura e con ambienti esterni stimolanti migliori le capacità cognitive e relazionali dei bambini, contribuendo al loro sviluppo armonico. Nel caso di Napoli, l’interazione con il patrimonio storico e artistico ha aggiunto un’ulteriore dimensione di significato, generando senso di appartenenza e orgoglio identitario. Volendo concludere il discorso, l’azione di Outdoor School, modalità fondamentale del progetto Divergente, rappresenta un modello di buona pratica educativa capace di coniugare innovazione didattica, valorizzazione del patrimonio culturale e benessere dei bambini. Attraverso esperienze autentiche e coinvolgenti, i piccoli studenti hanno sviluppato curiosità, autonomia e creatività, imparando a guardare il mondo con occhi nuovi. In un’epoca in cui la scuola è spesso percepita come un luogo chiuso e distante dalla realtà, progetti come questo dimostrano che l’apprendimento può e deve uscire dai confini dell’aula, aprendo spazi di conoscenza, cittadinanza e crescita personale.
Bibliografia
  • Dewey, J. (1938). Experience and Education. New York: Macmillan.
  • Freinet, C. (1964). La pédagogie du bon sens. Paris: Éditions Maspero.
  • Louv, R. (2005). Last Child in the Woods: Saving Our Children from Nature-Deficit Disorder. Chapel Hill: Algonquin Books.
  • Montessori, M. (1949). La mente del bambino. Milano: Garzanti.
  • Ulrich, R. S. (1991). Effects of interior design on wellness: Theory and recent scientific research. Journal of Health Care Interior Design, 3(1), 97–109.
  • Zanelli, P. (2018). Educare all’aperto: percorsi di outdoor education nella scuola primaria. Roma: Carocci.
  • Comune di Napoli (2023). Educare con la città: esperienze di didattica diffusa nelle scuole napoletane. Napoli: Assessorato all’Istruzione.

Outdoor School a Napoli: un’aula a cielo aperto per crescere con la città

Negli ultimi anni, l’educazione esperienziale ha assunto un ruolo centrale nei percorsi formativi della scuola primaria, ponendo al centro del processo di apprendimento l’esperienza diretta, la scoperta e la partecipazione attiva. In questa prospettiva, la città non è più solo un contesto di vita quotidiana, ma diventa un vero e proprio laboratorio didattico diffuso, in grado di stimolare la curiosità e la creatività dei bambini. L’azione di Outdoor School posto in essere all’interno del progetto DiverGente, realizzato a Napoli, rappresenta un esempio significativo di questa nuova modalità di apprendimento. Tale iniziativa ha permesso ai bambini frequentanti alcune scuole elementari della città di Napoli di vivere esperienze educative a contatto con l’esterno, favorendo un approccio interdisciplinare e multisensoriale al sapere. Attraverso visite guidate e laboratori didattici, i bambini hanno sviluppato curiosità, autonomia e creatività. L’ambiente esterno si è trasformato in un’aula a cielo aperto che favorisce benessere e apprendimento. Gli insegnanti hanno accompagnato i bambini stimolandoli all’osservazione e alla collaborazione. Il progetto si è così articolato in diverse tappe esperienziali che hanno coinvolto luoghi simbolici della città di Napoli, trasformando il territorio in un patrimonio educativo condiviso. Le attività svolte hanno previsto:  
  • Visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) con laboratorio di pittura, in cui i bambini hanno potuto reinterpretare le opere osservate, sviluppando capacità espressive e senso estetico.
  • Visita guidata al Museo Jago, con successiva attività di manipolazione del Das, che ha stimolato la manualità e la comprensione dei processi artistici legati alla scultura contemporanea.
  • Visita alla Chiesa di San Vincenzo, dove, aiutati dagli educatori, i bambini si sono cimentati nella fotografia, imparando a osservare la realtà da prospettive diverse e a coglierne la bellezza.
  • Visita guidata e teatralizzata con Masaniello a Piazza Mercato, un’esperienza immersiva che ha unito storia, teatro e gioco, avvicinando i bambini alla memoria storica della città attraverso l’emozione e la narrazione.
  • Visita al Museo della Bulla, con successivo laboratorio orafo, che ha permesso ai piccoli partecipanti di scoprire l’arte orafa napoletana e la tradizione artigianale come espressione di identità e cultura locale.

Gli obiettivi erano quelli di far acquisire ai bambini una maggiore consapevolezza ambientale, contribuire allo sviluppo della creatività e dell’autonomia e motivarli all’apprendimento, migliorando il loro benessere complessivo.
Negli ultimi anni, l’educazione esperienziale ha assunto un ruolo centrale nei percorsi formativi della scuola primaria, ponendo al centro del processo di apprendimento l’esperienza diretta, la scoperta e la partecipazione attiva. In questa prospettiva, la città non è più solo un contesto di vita quotidiana, ma diventa un vero e proprio laboratorio didattico diffuso, in grado di stimolare la curiosità e la creatività dei bambini. L’azione di Outdoor School posto in essere all’interno del progetto DiverGente, realizzato a Napoli, rappresenta un esempio significativo di questa nuova modalità di apprendimento. Tale iniziativa ha permesso ai bambini frequentanti alcune scuole elementari della città di Napoli di vivere esperienze educative a contatto con l’esterno, favorendo un approccio interdisciplinare e multisensoriale al sapere. Attraverso visite guidate e laboratori didattici, i bambini hanno sviluppato curiosità, autonomia e creatività. L’ambiente esterno si è trasformato in un’aula a cielo aperto che favorisce benessere e apprendimento. Gli insegnanti hanno accompagnato i bambini stimolandoli all’osservazione e alla collaborazione. Il progetto si è così articolato in diverse tappe esperienziali che hanno coinvolto luoghi simbolici della città di Napoli, trasformando il territorio in un patrimonio educativo condiviso. Le attività svolte hanno previsto:

  • Visita guidata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) con laboratorio di pittura, in cui i bambini hanno potuto reinterpretare le opere osservate, sviluppando capacità espressive e senso estetico.
  • Visita guidata al Museo Jago, con successiva attività di manipolazione del Das, che ha stimolato la manualità e la comprensione dei processi artistici legati alla scultura contemporanea.
  • Visita alla Chiesa di San Vincenzo, dove, aiutati dagli educatori, i bambini si sono cimentati nella fotografia, imparando a osservare la realtà da prospettive diverse e a coglierne la bellezza.
  • Visita guidata e teatralizzata con Masaniello a Piazza Mercato, un’esperienza immersiva che ha unito storia, teatro e gioco, avvicinando i bambini alla memoria storica della città attraverso l’emozione e la narrazione.
  • Visita al Museo della Bulla, con successivo laboratorio orafo, che ha permesso ai piccoli partecipanti di scoprire l’arte orafa napoletana e la tradizione artigianale come espressione di identità e cultura locale.

Gli obiettivi erano quelli di far acquisire ai bambini una maggiore consapevolezza ambientale, contribuire allo sviluppo della creatività e dell’autonomia e motivarli all’apprendimento, migliorando il loro benessere complessivo.
L’idea di utilizzare l’ambiente esterno come aula didattica si ispira ai principi della pedagogia attiva e dell’educazione all’aperto, concetti che trovano le loro radici in autori come John Dewey, Célestin Freinet e Maria Montessori. Nel contesto urbano di Napoli, l’ambiente esterno offre una molteplicità di stimoli sensoriali, culturali e sociali che diventano risorse educative di grande valore. Il progetto Outdoor School ha saputo valorizzare tali risorse, trasformando i luoghi in aula diffusa e la città in materia viva da esplorare. Gli insegnanti e gli educatori hanno svolto un ruolo cruciale nell’accompagnare i bambini durante le diverse fasi del progetto. Non si sono limitati a guidare le attività, ma hanno assunto il ruolo di facilitatori dell’apprendimento, stimolando l’osservazione, la riflessione e la rielaborazione delle esperienze vissute. Ogni uscita è stata preceduta e seguita da momenti di preparazione e restituzione in classe, in cui i bambini hanno potuto condividere emozioni, impressioni e conoscenze acquisite.
Le attività all’aperto hanno così favorito la socializzazione, il movimento e l’equilibrio emotivo, riducendo lo stress e migliorando la concentrazione. La letteratura scientifica dimostra come il contatto con la natura e con ambienti esterni stimolanti migliori le capacità cognitive e relazionali dei bambini, contribuendo al loro sviluppo armonico. Nel caso di Napoli, l’interazione con il patrimonio storico e artistico ha aggiunto un’ulteriore dimensione di significato, generando senso di appartenenza e orgoglio identitario. Volendo concludere il discorso, l’azione di Outdoor School, modalità fondamentale del progetto Divergente, rappresenta un modello di buona pratica educativa capace di coniugare innovazione didattica, valorizzazione del patrimonio culturale e benessere dei bambini. Attraverso esperienze autentiche e coinvolgenti, i piccoli studenti hanno sviluppato curiosità, autonomia e creatività, imparando a guardare il mondo con occhi nuovi. In un’epoca in cui la scuola è spesso percepita come un luogo chiuso e distante dalla realtà, progetti come questo dimostrano che l’apprendimento può e deve uscire dai confini dell’aula, aprendo spazi di conoscenza, cittadinanza e crescita personale.
Bibliografia

  • Dewey, J. (1938). Experience and Education. New York: Macmillan.
  • Freinet, C. (1964). La pédagogie du bon sens. Paris: Éditions Maspero.
  • Louv, R. (2005). Last Child in the Woods: Saving Our Children from Nature-Deficit Disorder. Chapel Hill: Algonquin Books.
  • Montessori, M. (1949). La mente del bambino. Milano: Garzanti.
  • Ulrich, R. S. (1991). Effects of interior design on wellness: Theory and recent scientific research. Journal of Health Care Interior Design, 3(1), 97–109.
  • Zanelli, P. (2018). Educare all’aperto: percorsi di outdoor education nella scuola primaria. Roma: Carocci.
  • Comune di Napoli (2023). Educare con la città: esperienze di didattica diffusa nelle scuole napoletane. Napoli: Assessorato all’Istruzione.

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