Progetto “DiverGente”: un report sul Modulo di Visite Domiciliari
- sostenere la genitorialità nelle funzioni educative e di cura;
- osservare il minore nel suo ambiente di vita quotidiano;
- rafforzare l’alleanza educativa tra famiglia, scuola e servizi;
- favorire l’espressione dei talenti e della creatività dei bambini;
- prevenire l’acutizzarsi di comportamenti disfunzionali.
- lettura ad alta voce e conversazione guidata;b
- attività grafico-espressive;
- momenti di gioco e osservazione delle interazioni familiari.
Descrizione delle attività e osservazioni – Caso 2
La seconda visita domiciliare si svolge il venerdì pomeriggio alle ore 15.00 presso l’abitazione di G., 7 anni, frequentante la seconda elementare. Il bambino vive con la madre a seguito della separazione dei genitori ed è stato segnalato dalla scuola per comportamenti disturbanti durante le lezioni.
Fin dall’inizio della visita, G. ricerca un contatto diretto e costante con l’educatore, manifestando un forte bisogno di attenzione e vicinanza fisica. Durante le attività strutturate, come la lettura e il disegno, mostra difficoltà a mantenere la posizione seduta e, dopo circa mezz’ora, evidenzia una marcata difficoltà di controllo motorio.
Si osservano comportamenti disorganizzati, come il far cadere oggetti e l’interruzione continua dell’attività. La madre appare affaticata dalla situazione ma collaborante, accoglie le indicazioni educative e supporta l’educatore nel tentativo di strutturare un dialogo e un ascolto attivo.
Al termine della visita, G. manifesta dispiacere per la conclusione dell’incontro, segnalando il valore della relazione educativa instaurata.
- Bronfenbrenner, U. (1979). The Ecology of Human Development. Harvard University Press.
- Ianes, D. (2016). La gestione della classe inclusiva. Erickson.
- Milani, P. (2018). Educazione e famiglie. Carocci.
- Winnicott, D.W. (1971). Playing and Reality. Tavistock.
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Progetto “DiverGente”: un report sul Modulo di Visite Domiciliari
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Gruppi di sostegno alla genitorialità nei quartieri popolari di Napoli: il caso del Progetto Divergente
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Napoli e la sfida contro la povertà educativa: un progetto sociale per far emergere la creatività dei bambini
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Modelli di intervento domiciliare per il sostegno alla genitorialità: prospettive ed esperienze
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Outdoor School a Napoli: un’aula a cielo aperto per crescere con la città
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Il sostegno alla genitorialità in contesti di deprivazione economica e sociale: sfide psicosociali e comunitarie
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Teatroterapia e Teatro Sensoriale: Strumenti Terapeutici per lo Sviluppo Psichico dei Bambini (5-10 anni)
Progetto “DiverGente”: un report sul Modulo di Visite Domiciliari
Questo articolo intende descrivere il modulo di intervento di sostegno alla genitorialità attraverso le visite domiciliari, realizzato nell’ambito del progetto “DiverGente”, attivo sul territorio della città di Napoli. Il progetto si rivolge a minori di età inferiore ai 10 anni e alle loro famiglie, con l’obiettivo di favorire l’emersione dei talenti, della creatività e delle risorse individuali, prevenendo situazioni di disagio educativo e relazionale.
Nello specifico delle attività domiciliari, il progetto “DiverGente” opera in contesti urbani caratterizzati da complessità sociali ed educative. I destinatari diretti, in questo intervento, sono i genitori e le famiglie, risorsa centrale del processo educativo, di bambini tra i 6 e i 10 anni segnalati prevalentemente dalle scuole primarie per difficoltà comportamentali, di attenzione e di rispetto delle regole.
In particolare, il modulo di visite domiciliari si pone le seguenti finalità:
- sostenere la genitorialità nelle funzioni educative e di cura;
- osservare il minore nel suo ambiente di vita quotidiano;
- rafforzare l’alleanza educativa tra famiglia, scuola e servizi;
- favorire l’espressione dei talenti e della creatività dei bambini;
- prevenire l’acutizzarsi di comportamenti disfunzionali.
Questo articolo intende descrivere il modulo di intervento di sostegno alla genitorialità attraverso le visite domiciliari, realizzato nell’ambito del progetto “DiverGente”, attivo sul territorio della città di Napoli. Il progetto si rivolge a minori di età inferiore ai 10 anni e alle loro famiglie, con l’obiettivo di favorire l’emersione dei talenti, della creatività e delle risorse individuali, prevenendo situazioni di disagio educativo e relazionale.
Nello specifico delle attività domiciliari, il progetto “DiverGente” opera in contesti urbani caratterizzati da complessità sociali ed educative. I destinatari diretti, in questo intervento, sono i genitori e le famiglie, risorsa centrale del processo educativo, di bambini tra i 6 e i 10 anni segnalati prevalentemente dalle scuole primarie per difficoltà comportamentali, di attenzione e di rispetto delle regole.
In particolare, il modulo di visite domiciliari si pone le seguenti finalità:
- sostenere la genitorialità nelle funzioni educative e di cura;
- osservare il minore nel suo ambiente di vita quotidiano;
- rafforzare l’alleanza educativa tra famiglia, scuola e servizi;
- favorire l’espressione dei talenti e della creatività dei bambini;
- prevenire l’acutizzarsi di comportamenti disfunzionali.
Metodologia di intervento
Le visite domiciliari vengono concordate con le famiglie e si svolgono in un clima di fiducia e non giudizio. L’educatore assume un ruolo di facilitatore e osservatore, proponendo attività strutturate ma flessibili, adattate ai bisogni del bambino. Le attività principali includono:
- lettura ad alta voce e conversazione guidata;b
- attività grafico-espressive;
- momenti di gioco e osservazione delle interazioni familiari.
- lettura ad alta voce e conversazione guidata;b
- attività grafico-espressive;
- momenti di gioco e osservazione delle interazioni familiari.
Descrizione delle attività e osservazioni – Caso 1
La visita domiciliare riguarda una famiglia con tre fratellini: uno di 9 anni, frequentante la quarta elementare, e due gemellini di 7 anni, due maschi e una femmina. La famiglia è collaborativa con la scuola ed è stata invitata ad aderire al modulo per difficoltà emerse in ambito scolastico, quali problemi di
concentrazione, stanchezza e rispetto delle regole. Tali difficoltà risultano presenti anche nel contesto familiare, con manifestazioni di aggressività.
La visita si svolge in un ambiente domestico tranquillo, ma che richiede attenzione agli aspetti di sicurezza, in particolare la gestione del balcone. L’attività proposta consiste in lettura ad alta voce, conversazione guidata e attività grafico-espressiva.
Durante la visita emergono difficoltà significative di attenzione e autoregolazione comportamentale. Dopo circa 30 minuti si osservano stanchezza, noia e aumento dell’impulsività. La comunicazione tra i fratelli risulta spesso aggressiva e rende necessaria una continua rimodulazione dell’attività.
I bambini non portano a termine le attività avviate e manifestano un rifiuto a proseguire il dialogo con l’educatore. Considerato il loro stato di stress e nervosismo, si decide di interrompere l’attività di osservazione, privilegiando il benessere emotivo dei minori.
Descrizione delle attività e osservazioni – Caso 1
La visita domiciliare riguarda una famiglia con tre fratellini: uno di 9 anni, frequentante la quarta elementare, e due gemellini di 7 anni, due maschi e una femmina. La famiglia è collaborativa con la scuola ed è stata invitata ad aderire al modulo per difficoltà emerse in ambito scolastico, quali problemi di
concentrazione, stanchezza e rispetto delle regole. Tali difficoltà risultano presenti anche nel contesto familiare, con manifestazioni di aggressività.
La visita si svolge in un ambiente domestico tranquillo, ma che richiede attenzione agli aspetti di sicurezza, in particolare la gestione del balcone. L’attività proposta consiste in lettura ad alta voce, conversazione guidata e attività grafico-espressiva.
Durante la visita emergono difficoltà significative di attenzione e autoregolazione comportamentale. Dopo circa 30 minuti si osservano stanchezza, noia e aumento dell’impulsività. La comunicazione tra i fratelli risulta spesso aggressiva e rende necessaria una continua rimodulazione dell’attività.
I bambini non portano a termine le attività avviate e manifestano un rifiuto a proseguire il dialogo con l’educatore. Considerato il loro stato di stress e nervosismo, si decide di interrompere l’attività di osservazione, privilegiando il benessere emotivo dei minori.
Descrizione delle attività e osservazioni – Caso 2
La seconda visita domiciliare si svolge il venerdì pomeriggio alle ore 15.00 presso l’abitazione di G., 7 anni, frequentante la seconda elementare. Il bambino vive con la madre a seguito della separazione dei genitori ed è stato segnalato dalla scuola per comportamenti disturbanti durante le lezioni.
Fin dall’inizio della visita, G. ricerca un contatto diretto e costante con l’educatore, manifestando un forte bisogno di attenzione e vicinanza fisica. Durante le attività strutturate, come la lettura e il disegno, mostra difficoltà a mantenere la posizione seduta e, dopo circa mezz’ora, evidenzia una marcata difficoltà di controllo motorio.
Si osservano comportamenti disorganizzati, come il far cadere oggetti e l’interruzione continua dell’attività. La madre appare affaticata dalla situazione ma collaborante, accoglie le indicazioni educative e supporta l’educatore nel tentativo di strutturare un dialogo e un ascolto attivo.
Al termine della visita, G. manifesta dispiacere per la conclusione dell’incontro, segnalando il valore della relazione educativa instaurata.
Descrizione delle attività e osservazioni – Caso 2
La seconda visita domiciliare si svolge il venerdì pomeriggio alle ore 15.00 presso l’abitazione di G., 7 anni, frequentante la seconda elementare. Il bambino vive con la madre a seguito della separazione dei genitori ed è stato segnalato dalla scuola per comportamenti disturbanti durante le lezioni.
Fin dall’inizio della visita, G. ricerca un contatto diretto e costante con l’educatore, manifestando un forte bisogno di attenzione e vicinanza fisica. Durante le attività strutturate, come la lettura e il disegno, mostra difficoltà a mantenere la posizione seduta e, dopo circa mezz’ora, evidenzia una marcata difficoltà di controllo motorio.
Si osservano comportamenti disorganizzati, come il far cadere oggetti e l’interruzione continua dell’attività. La madre appare affaticata dalla situazione ma collaborante, accoglie le indicazioni educative e supporta l’educatore nel tentativo di strutturare un dialogo e un ascolto attivo.
Al termine della visita, G. manifesta dispiacere per la conclusione dell’incontro, segnalando il valore della relazione educativa instaurata.
Valutazione del modulo e conclusioni
Alla luce dei casi proposti, sembra che le visite domiciliari si confermino uno strumento efficace di osservazione e sostegno, consentendo di comprendere meglio i bisogni dei bambini e delle famiglie. I casi descritti evidenziano infatti l’importanza di lavorare sui tempi di attenzione, sulla regolazione emotiva e
sul supporto alla funzione genitoriale. Il modulo di sostegno alla genitorialità attraverso le visite domiciliari del progetto “DiverGente” rappresenta pertanto una buona pratica educativa, capace di integrare osservazione, relazione e accompagnamento familiare. L’intervento contribuisce a creare le condizioni per l’emersione dei talenti e della creatività dei minori, rafforzando al contempo la rete educativa territoriale.
- Bronfenbrenner, U. (1979). The Ecology of Human Development. Harvard University Press.
- Ianes, D. (2016). La gestione della classe inclusiva. Erickson.
- Milani, P. (2018). Educazione e famiglie. Carocci.
- Winnicott, D.W. (1971). Playing and Reality. Tavistock.
- Bronfenbrenner, U. (1979). The Ecology of Human Development. Harvard University Press.
- Ianes, D. (2016). La gestione della classe inclusiva. Erickson.
- Milani, P. (2018). Educazione e famiglie. Carocci.
- Winnicott, D.W. (1971). Playing and Reality. Tavistock.
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Progetto “DiverGente”: un report sul Modulo di Visite Domiciliari
-
Gruppi di sostegno alla genitorialità nei quartieri popolari di Napoli: il caso del Progetto Divergente
-
Napoli e la sfida contro la povertà educativa: un progetto sociale per far emergere la creatività dei bambini
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Modelli di intervento domiciliare per il sostegno alla genitorialità: prospettive ed esperienze
-
Outdoor School a Napoli: un’aula a cielo aperto per crescere con la città
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Il sostegno alla genitorialità in contesti di deprivazione economica e sociale: sfide psicosociali e comunitarie
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Teatroterapia e Teatro Sensoriale: Strumenti Terapeutici per lo Sviluppo Psichico dei Bambini (5-10 anni)
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